È un prototipo sviluppato da OpenAI, un’organizzazione senza scopo di lucro che effettua ricerche sull’intelligenza artificiale per promuovere lo sviluppo delle Fai, ovvero le intelligenze artificiali amichevoli, utili al benessere dell’umanità, capaci di evolvere sotto precisi controlli.
Ciò significa che, per il momento, questa AI intrattiene conversazioni anche molto complesse, risponde alle domande e fornisce informazioni. Ma come fa? Basandosi su libri, testi scientifici, articoli di giornale, pagine web, che vengono riformulati dall’AI per presentarsi identici ai discorsi che potrebbe fare un qualsiasi altro umano.
ChatGPT infatti, è stato allenato ad indovinare, basandosi sulla statistica, la sequenza di parole migliori da usare in un determinato contesto. Tutto ciò è possibile grazie alla sua “cultura”, ovvero grazie ai programmatori che lo hanno addestrato alla lettura di milioni di testi.
Questo significa non solo che le risposte date sono accurate e pertinenti, ma che se l’AI fa un errore, è in grado di ammetterlo, corregge le sue frasi se inesatte, oppure di dichiarare in tutta sincerità quando non è in grado di rispondere ad una domanda.
ChatGPT infatti, è stato allenato ad indovinare, basandosi sulla statistica, la sequenza di parole migliori da usare in un determinato contesto. Tutto ciò è possibile grazie alla sua “cultura”, ovvero grazie ai programmatori che lo hanno addestrato alla lettura di milioni di testi.
Questo significa non solo che le risposte date sono accurate e pertinenti, ma che se l’AI fa un errore, è in grado di ammetterlo, corregge le sue frasi se inesatte, oppure di dichiarare in tutta sincerità quando non è in grado di rispondere ad una domanda.