L’ultima frontiera dei tiktoker: i video NPC

Ormai risulta veramente difficile sorprendersi per quello che i social riescono a sfornare.

Spesso i vari content creator che spopolano in rete si spengono con la stessa velocità con cui si sono accesi, ma alcuni di loro, vuoi per la loro assurdità o magari per la loro capacità di rivoluzionarsi, rimangono quanto meno impressi nella mente di chi si è imbattuto nei loro video.

È il caso del recentissimo trend degli NPC, un vero fenomeno mediatico mondiale.

I video NPC: come nasce questo fenomeno?

Potremmo dire che la scintilla che ha dato vita a questo terremoto social sia schiocca quanto il trend che ne è derivato.

Chi è un po’ più addentro all’ambiente videoludico saprà per certo che con “NPC”, acronimo di “non playable character”, ci si riferisce a tutti quei personaggi che si trovano all’interno dei giochi, con cui si può interagire, ma che non possono essere controllati, salvo le poche reazioni che si possono scatenare in loro.

Syroop Fluid Thinkers - Video NPC TikTok Natecuoco

La particolarità di questi personaggi controllati dall’IA è che, essendo spesso in gran numero all’interno dei giochi, hanno un set piuttosto limitato di azioni, che finiscono tutti col ripetere meccanicamente.

Il risulto è piuttosto ridicolo, ed il web è pieno di video in cui chi gioca li segue per ore.

La paternità delle live NPC invece, è piuttosto da ricondurre a Natuecoco, tiktoker giapponese, e alla canadese Fedha Sinon (in arte Pinkydoll), che ha per prima reagito ai regali dei follower in maniera seguendo uno “script”, in maniera simile quindi a quanto accade nei giochi.

Syroop Fluid Thinkers - NPC TikTok Pinkdoll

I video NPC: cosa ne ha determinato la fortuna?

Prendendo spunto da questi personaggi “autonomi”, i tiktoker che portano questi video si mettono di fronte alla camera a ripetere in loop suoni, versi e movimenti, innescati esclusivamente dalle reaction inviate da chi guarda la live.

Il risultato qui, al contrario di quanto appare nei videogame, è tutto fuorché esilarante, e anzi, suscita quasi un senso di repulsione.

Di fatto, a causa dei filtri usati, delle movenze riprodotte e ripetute in loop, o da una fusione di questi due fattori, questi video sembrano realizzati con l’IA, e spesso si finisce per provare quel senso di disagio (teorizzato dall’uncanny valley) che si prova di fronte ad una qualcosa che cerca di scimmiottarci.

Come per quasi tutti gli altri tormentoni, infatti, anche in questo caso l’unico aspetto che ne ha determinato la fortuna è stata, con ottima probabilità, l’assurdità del tutto.

Del resto, non capita tutti i giorni (o almeno, così era fino a qualche tempo fa) di imbattersi in qualcosa di simile.

La nascita dei nuovi “influencer”

La crescita di questo trend è stata veramente esplosiva, e sebbene l’eco mediatica di cui ha goduto sugli altri canali di comunicazione sembri essersi già spenta, in realtà sui social è ancora estremamente florida.  

Tra tutti quelli che hanno deciso di portare video del genere, la più fortunata è la napoletana Giuliana Florio.

E’ riuscita in pochissimo tempo ad accumulare un seguito incredibile, cavalcando egregiamente un filone potenzialmente molto duraturo, e che sicuramente si presta a moltissimi sviluppi (anche pubblicitari). 

Syroop - Giuliana Florio TikTok

La ricetta è oggettivamente perfetta, ed il tormentone assicurato.

Per chi, infatti, negli ultimi tempi l’avesse sentito e si stesse chiedendo da dove deriva l’ormai celeberrimo ritornello “o sacr cor e san Gennaro”, piuttosto che “Amm fa TikTok? E facimmelo buon”, tutto è da imputare a questa ragazza, che per prima ha importato in Italia questo tipo di dirette social.

A questo punto è più che lecito sognare un multiverso con un tiktoker NPC da ogni regione italiana, chissà che possano in qualche modo trasformarsi in improbabili testimonial pro-loco.  

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