Pantone color of the year 2024

Pantone colore of the year: quale sarà il colore del nostro 2024?

Come ogni anno, anche il 2024 ha conosciuto già il suo colore.

Dal 2000 infatti Pantone, azienda americana leader nel settore della grafica, all’inizio del mese di dicembre, stabilisce quello che sarà il colore dell’anno successivo; questa iniziativa nel tempo è cresciuta esponenzialmente, soprattutto grazie ai social, che ultimamente sono vettore fondamentale per questo tipo di campagne.

Color of the year: com’è cominciata l’iniziativa?

L’azienda Pantone, nata negli Stati Uniti degli anni ’60, si è sempre occupata di grafica, catalogazione dei colori e della produzione dei sistemi per riconoscerli.

Il lavoro svolto dalla compagnia è stato fondamentale fin dalla sua nascita, per la creazione di ottimi sistemi di lettura, via via sempre più accurati, ma che soprattutto riuscissero ad integrarsi al meglio con gli strumenti sempre più all’avanguardia che ciclicamente vengono lanciati sul mercato e nell’industria.

Syroop Fluid Thinkers - Pantone 2024 logo

Nel tempo l’azienda è cresciuta tantissimo, lanciando periodicamente nuovi standard nella catalogazione dei colori; è il caso ad esempio del GOE, che nel 2007 ha introdotto più di 2000 nuovi colori, basati su nuove combinazioni dei colori di base.

Ma senza dubbio ciò che ha contribuito maggiormente a farne l’azienda mondiale che è diventata oggi è proprio l’iniziativa del “color of the year”. Voluta dal Pantone Color Institute, guidato da Leatrice Eiseman, questa campagna nasce nel 2000, dalla consapevolezza che il colore non doveva più essere un semplice strumento ad uso esclusivo dei professionisti, bensì un qualcosa che potesse avere effetti sulla vita di tutti.

Syroop Fluidthinkers - Color of the year 2024 peachfuzz

Pantone 2024: come viene selezionato il colore?

Per fare ciò l’azienda, due volte all’anno, organizza un meeting con lo scopo di stabilire quale possa essere il colore per l’anno successivo.

I criteri di scelta sono sicuramente molto attuali, e nel tempo si sono adeguati al mutamento imposto dall’evoluzione della società. La nascita dei social media, ad esempio, non è stata propizia solo per la diffusione di questa campagna, ma anche per il suo stesso sviluppo.

Gli esperti dell’azienda, infatti, scandagliano ogni angolo del globo in cerca di ispirazione per il colore dell’anno successivo, prendendo spunto da qualsiasi attività umana, sia essa sportiva, lavorativa, piuttosto che ludica.

La scelta, che quest’anno è ricaduta sul “Peach Fuzz” (commistione di toni arancio e rosa, tipici del frutto in questione) viene poi annunciata agli inizi di dicembre sulla rivista ufficiale, da cui attingono principalmente designer e artisti di ogni genere.

Inevitabilmente però, una volta che la decisione entra in circolo sui social, comincia la diffusione a tappeto di tutta quella di serie di contenuti che cercano di cavalcare il trend del momento, dandogli sempre più risalto.

Si innesca così un loop incredibile, che nel volgere di un anno porterà alla scelta del colore successivo.

Qual è il reale impatto sulla società del color of the year?

Diciamo che parlare di impatto sulla società potrebbe essere leggermente eccessivo. Di fatto, si sta pur sempre parlando di una questione piuttosto irrisoria rispetto alla grandezza dell’umanità, delle sue sfaccettature e delle sue criticità.

Ciononostante però, negli ultimi anni, il “colore dell’anno” ha acquisito sempre più importanza, fino a diventare uno degli eventi più attesi dagli addetti del settore.

Syroop Fluidthinkers - Color of the year 2024 peachfuzz journal

A questo punto la domanda è lecita: si tratta solo di una ottima strategia di marketing o c’è qualcosa di più dietro?

Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. E’ innegabile che questa campagna nel tempo possa aver portato dei benefici, quanto meno a chi fa dell’uso dei colori il proprio mestiere.

Dall’altra però, il lancio di tutta una serie di prodotti a tema Pantone (oltre che di diverse collaborazioni con brand mondiali) come tazze, quaderni, ma anche power bank e cuffiette, fa pensare che chi ne ha guadagnato di più sia stata proprio l’azienda americana.

Non a caso gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale della brand awareness del marchio, che si è posta ancora di più al vertice del settore.

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