Xiaomi Car: dichiarazione di intenti o guerra aperta ai colossi dell’auto?

Come sempre accade per i grandi annunci ormai, anche questo è stato tutto fuorché inaspettato.

Al contrario di altre occasioni però, in questo caso i leak non hanno rivelato tutte le caratteristiche salienti del nuovo prodotto di casa Xiaomi.

Infatti, oggetto di buon parte di questi è stato per una volta il design, che è stato puntualmente confermato durante la conferenza.

E alla luce anche delle specifiche, non sembra ci sia molto da dubitare: Xiaomi è pronta a fare sul serio, e ad espandere il proprio dominio anche nel settore automotive.

Auto e tecnologia: un connubio longevo

Al giorno d’oggi siamo abituati a vedere nelle auto moderne, anche nei segmenti più piccoli, un vero trionfo di tecnologia, schermi e sensori, ma fino a non molti anni fa tutto questa era un optional, per lo più appannaggio di brand e segmenti più premium.

Negli anni, la diffusione e l’innovazione tecnologica l’hanno resa sempre più abbordabile, aprendole di fatto le porte anche delle più piccole utilitarie, che oggi sono spesso usate come trampolino di lancio per l’introduzione di tutte quelle soluzioni che poi ritroveremo sulle sorelle maggiori.

Queste implementazioni fortunatamente non hanno riguardato solo gli infotainment, il cui margine di miglioramento è veramente ridotto ormai, quanto piuttosto i sistemi di sicurezza e tutti quegli adas di cui non potremmo più fare a meno per sentirci al sicuro quando al volante.

Non è un caso allora se da anni ormai si susseguono sempre più notizie circa prototipi di Apple, piuttosto che di Sony (che tra l’altro, non molti anni fa ha effettivamente mostrato un suo prototipo, recentemente rivisto al CES di Las Vegas, e per giunta piuttosto simile nelle forme alla SU7 di Xiaomi), e da qualche mese anche dell’azienda di Lei Jun appunto.

Neanche a dirlo, tutti questi i modelli vengono annunciati come esclusivamente elettrici: questo non ci sorprende nel caso dei produttori cinesi, che da una parte possono contare su una delle più grandi produzioni di batterie per veicoli, e su tantissimi giacimenti da cui estrarre (anche se in maniera non particolarmente etica), ma anche perché ormai sono sempre di più i produttori cinesi di auto elettriche da cui attingere esperienza (tra tutte BYD, che sta espandendo sempre di più i suoi mercati).

Syroop Fluidthinkers - Xiaomi SU7

Le specifiche di SU7

Senza temere la futura concorrenza, Xiaomi ha deciso di puntare su un segmento piuttosto impegnativo. Al contrario di quanto si potesse pensare infatti, invece di una citycar compatta e connessa, SU7 non sarà niente meno che una berlina dalla linea estremamente filante, per certi versi sportiva, dalla coda molto spiovente, e già ad un primo sguardo, pronta ad accompagnarci per moltissimi chilometri.

L’ispirazione è tutto fuorché nascosta: di fatto, il team che l’ha progettata si è avvalso della preziosissima collaborazione di ex Porsche e Mercedes, il cui apporto è palese. La somiglianza con l’elettrica di Stoccarda infatti è semplicemente smaccata, ma il bello è che Xiaomi non vuole neanche nasconderlo.

Ma i richiami ad altri produttori non mancano, come il gruppo ottico di chiara ispirazione McClaren.

Il loro intento infatti era quello di creare un’auto che colpisse, e non si può certo dire che non ci siano riusciti.

E a stupire non è solo il design, in quanto la base tecnica (anche questa di chiara ispirazione Porsche) è di tutto rispetto.

Le due versioni, base e max, sebbene uguali nella forma si discostano molto per contenuto; se già la versione d’attacco comunque promette un’autonomia di quasi 670 chilometri, con 300 cavalli ed uno 0-100 kmH in poco più di 5 secondi, a fare impressione è la versione “maxata”, che promette la quota quasi record di 800 chilometri di autonomia, ma soprattutto 673 cavalli, e lo 0-100 coperto in appena 2.8 secondi scarsi. Dati questi più volte messi a confronto con la rivale tedesca Tycan, che spesso ne è uscita sconfitta (almeno sulla carta).

Il futuro dell’auto

Per quanto sicuramente questa avanzata cinese dovrebbe cominciare a preoccupare i giganti mondiali del settore, il destino è ben lungi dall’essere segnato.

Uno degli aspetti da tenere in considerazione infatti è che spesso, quando i grandi colossi tech (soprattutto cinesi) si sono affacciati nel mondo dell’auto, spinti magari dalla loro partecipazione attiva alla creazione di alcune componenti, il loro prodotto completo si sia rivelato tutto fuorché privo di imperfezioni.

Syroop Fluidthinkers - BYD

E’ il caso appunto di BYD, uno dei più grandi produttori di batterie del mondo, che da molto ha deciso di dedicarsi alla produzione di modelli esclusivamente ibridi o elettrici. E il risultato, salvo per la componente del motore, non è stato propriamente impeccabile, o comunque niente che possa impensierire i produttori europei ed americani.

Certo Xiaomi è un’azienda completamente diversa, che viene da un’esperienza e da un settore che per quanto affine a quello dell’auto, rimane piuttosto a sé stante; i più navigati e curiosi forse ricorderanno di quando per mettere le mani su un loro telefono era necessario farselo recapitare dai più improbabili e-commerce cinesi, e poi smanettarci diverse ore, prima di avere un telefono usabile alle nostre latitudini.

Siamo sicuri che la Xiaomi di oggi sia completamente diversa da quella del tempo, e molto più matura, e speriamo veramente che possa arrivare presto la decisione di commercializzarla qui da noi.

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